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Bad Bank cos’è? Ne avremo una europea?

10 Giugno 2020

Sembra sempre più probabile la creazione di uan Bad Bank europea, ma cos’è?

E perchè l’Europa potrebbe presto avere una sua banca cattiva?

Cos’è una “banca cattiva”?

Una Bad Bank è un veicolo, ossia si tratta di un’istituto creato appositamente per raccogliere i titoli cosiddetti “tossici”, nel particolare Npl ma anche quello in bonis ad alto rischio.

La Bad Bank si distingue generalmente dall’ala buona dello stesso istituto.

La good bank si occupa delle attività sane e dell’attività della banca, mentre la parte bad raccoglie in sè proprio le criticità ed i titoli più pericolosi per la tenuta dell’istituto.

Ma come funziona?

La scissione tra le due aree avviene con una scissione azionaria in 2 passi:

  • Sottoscrizione di azioni privilegiate dal governo
  • Emissione di titoli ordinari o meno da collocare poi sul mercato

Ne esistono altre?

Sì solo restando in Europa abbiamo Securum, istituto norvegese creato nella crisi del 1991-1992, ma anche la National Asset Management Agency in Irlanda e la spagnola Sareb creata nel 2012.

McKinsey & Company ha identificato quattro modelli di base per le banche in sofferenza:

  • una garanzia al bilancio, la banca utilizza alcuni meccanismi (in genere una garanzia del governo) per proteggere una parte del suo portafoglio dalle perdite. Sebbene semplice da implementare, questa situazione è difficile da valutare per gli investitori.
  • per ristrutturazione interna, la banca crea un’unità separata per contenere le attività in sofferenza. Questa soluzione è più trasparente, ma non isola la banca dal rischio.
  • un‘entità a scopo speciale (SPE), la banca trasferisce le sue attività negative a un’altra organizzazione, tipicamente sostenuta dal governo. Questa soluzione richiede una significativa partecipazione del governo.
  • spinoff bancario negativo, la banca crea una nuova banca indipendente per detenere le attività negative. Questo isola completamente la banca originale dalle attività rischiose
 
bad bank

Bad Bank o AMC europea?

Molti parlano di indiscrezioni rilasciate da Reuters riguardo la possibilità che l’Europa stia seriamente lavorando ad una Bad Bank europea.

Già Moody’s pochi giorni fa caldeggiava l’idea.

L’agenzia di rating afferma che un sistema come una bad bank, ma soprattutto un asset management company (Amc) europea sarebbe una soluzione

«positiva per il merito di credito delle banche europee, perché comporterebbe un certo grado di sostegno pubblico, laddove necessario, che aiuterebbe le banche a proteggere la solvibilità ed eventualmente a evitare fallimenti».

Non proprio quindi una banca cattiva, ma un sistema più regolato e razionale che però non si discosta molto dall’obiettivo finale comune di una banca cattiva.

Il covid come sappiamo economicamente supportare prestiti non pagati e applicare una gestione strategica dei crediti deteriorati che potrebbero gravemente ferire l’Unione.

Ad oggi infatti sembra che i finanziamenti che molto probabilmente non verrebbero ripagati potrebbero essere sul valore di 500 miliardi di euro e potrebbero salire fino a 1000 miliardi.

La Bad Bank o meglio l’AMC troverà linee e obiettivi più precisi ma solo che la BCE avrà effettuato gli stress test delle banche dell’Unione.

A partire dagli stress test sugli istituti, la BCE avrà molto più definito il percorso da intraprendere valutando le diverse policy da mettere in atto per colmare le vulnerabilità.

Ipoteticamente il progetto andrebbe ad emettere obbligazioni, simili agli Eurobond, che le banche commerciali acquisterebbero in cambio della cessione di portafogli di prestiti non pagati.

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Le criticità esistenti e la posizione italiana

Le criticità emerse in Commissione sono molte.

Gli ostacoli principali alla creazione di un simile istituto in Europa sono dovuti al fatto che un istituto simile richiederebbe soluzioni particolarmente gravose per gli istituti diversamente coinvolti.

Di certo non sono escluse misure come il bail in e le svalutazioni previste da burden sharing.

Da ultimo una Bad Bank o AMC che sia avrebbe un altro grande problema: la distribuzione delle risorse fra gli Stati e non sono tante le nazioni ad oggi disponibili a farsi carico di sostenere a cuor leggero banche estere.

La recente apertura della Germania al recovery fund di certo però è un primo passo e molto forte della voglia di mantenere solida l’Unione.

In Italia l’idea di una Banca di Stato è una possibile misura che il governo Conte non esclude e che nei recenti giorni ha circolato tra le eventuali misure da intraprendere.

E secondo voi è una via percorribile questa delle banche cattive o ci sono soluzioni migliori?

Aspettiamo tutti i vostri commenti e curiosità qui nei commenti.

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Alessandro Moretti

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