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Bad Bank cos’è? Ne avremo una europea?

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Sembra sempre più probabile la creazione di uan Bad Bank europea, ma cos’è?

E perchè l’Europa potrebbe presto avere una sua banca cattiva?

Cos’è una “Bad Bank”?

Una Bad Bank è un veicolo, ossia si tratta di un’istituto creato appositamente per raccogliere i titoli cosiddetti “tossici”, nel particolare Npl, ma anche quello in bonus ad alto rischio.

La Bad Bank si distingue generalmente dall’ala buona dello stesso istituto.

La good bank si occupa delle attività sane e dell’attività della banca, mentre la parte bad raccoglie in sè proprio le criticità ed i titoli più pericolosi per la tenuta dell’istituto.

Ma come funziona una Bad Bank?

La scissione tra le due aree avviene con una scissione azionaria in 2 passi:

  • Sottoscrizione di azioni privilegiate dal governo
  • Emissione di titoli ordinari o meno da collocare poi sul mercato

Ne esistono altre?

Sì solo restando in Europa abbiamo Securum, istituto norvegese creato nella crisi del 1991-1992, ma anche la National Asset Management Agency in Irlanda e la spagnola Sareb creata nel 2012.

I diversi modelli

McKinsey & Company ha identificato quattro modelli di base per le banche in sofferenza:

  • una garanzia al bilancio. La banca utilizza alcuni meccanismi (in genere una garanzia del governo) per proteggere una parte del suo portafoglio dalle perdite. Sebbene semplice da implementare, questa situazione è difficile da valutare per gli investitori.
  • per ristrutturazione interna. La banca crea un’unità separata per contenere le attività in sofferenza. Questa soluzione è più trasparente, ma non isola la banca dal rischio.
  • un‘entità a scopo speciale (SPE), la banca trasferisce le sue attività negative a un’altra organizzazione, tipicamente sostenuta dal governo. Questa soluzione richiede una significativa partecipazione del governo.
  • spinoff bancario negativo. La banca crea una nuova banca indipendente per detenere le attività negative. Questo isola completamente la banca originale dalle attività rischiose.

Bad Bank o AMC europea?

Molti parlano di indiscrezioni rilasciate da Reuters riguardo la possibilità che l’Europa stia seriamente lavorando ad una Bad Bank europea.

Già Moody’s alcuni mesi fa caldeggiava l’idea.

L’agenzia di rating afferma che un sistema come una bad bank, ma soprattutto un asset management company (Amc) europea sarebbe una soluzione:

«positiva per il merito di credito delle banche europee, perché comporterebbe un certo grado di sostegno pubblico, laddove necessario, che aiuterebbe le banche a proteggere la solvibilità ed eventualmente a evitare fallimenti».

Non proprio quindi una banca cattiva, ma un sistema più regolato e razionale che però non si discosta molto dall’obiettivo finale comune di una banca cattiva.

Il covid, come sappiamo, economicamente supporta prestiti non pagati e applica una gestione strategica dei crediti deteriorati che potrebbero gravemente ferire l’Unione.

Ad oggi, infatti, sembra che i finanziamenti, che molto probabilmente non verrebbero ripagati, potrebbero essere sul valore di 500 miliardi di euro e potrebbero salire fino a 1000 miliardi.

La Bad Bank, o meglio l’AMC, troverà linee e obiettivi più precisi, ma solo dopo che la BCE avrà effettuato gli stress test delle banche dell’Unione.

A partire dagli stress test sugli istituti, la BCE avrà molto più definito il percorso da intraprendere valutando le diverse policy da mettere in atto per colmare le vulnerabilità.

Ipoteticamente il progetto andrebbe ad emettere obbligazioni, simili agli Eurobond, che le banche commerciali acquisterebbero in cambio della cessione di portafogli di prestiti non pagati.

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Bad Bank ultime notizie

La Commissione Europea recentemente sta spingendo i diversi stati dell’Unione a costruire proprie bad bank interne.

Non è per forza un male avere delle bad bank separate, soprattutto in tempi come questi dove non solo la crisi, ma la speculazione in poco tempo trasformano anche una good bank in una bad bank, a discapito non solo dell’istituto, ma anche dei suoi clienti (potenzialmente tutti noi).

Come ha recentemente dichiarato De Guindos, vicepresidente della BCE, tuttavia il processo per la creazione di una Bad Bank non è facile e alla base del processo dovranno esservi punti fermi e buona governance.

I vertici istituzionali si erano incontrati a settembre insieme ai rappresentanti delle varie asset management company nazionali e degli istituti di credito finanziario di tutta europa interessati a investire in NPL e crediti deteriorati messi in crisi dalla pandemia.

In base perciò alle raccomandazioni fatte dalla Commissione è verosimile aspettarsi che la Bad Bank europea che nascerà non sarà una vera e propria banca, ma piuttosto un network internazionale di bad bank, una rete di banche cattive per gestire gli NPL dei diversi stati.

Ancora i punti di dubbio sono come funzionerà questa Bad Bank centrale e come dare il giusto prezzo e la giusta classificazione ai diversi e crescenti NPL e crediti deteriorati che alimenteranno le più piccole Bad Bank nazionali.

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Fonte: Sole 24h

L’importante è fare presto, ha ribadito Yannis Stournaras, governatore della Banca di Grecia e membro del Consiglio direttivo della Bce.

Una Bad Bank perchè è necessaria

Avere una Bad Bank europea o nazionale diventa soluzione fondamentale.

Pensate che solo nei primi sei mesi dell’anno tutte le grandi banche europee hanno accantonato circa 60 miliardi di perdite future su prestiti, come detto sono ormai molte le mine.

Una banca cattiva sarebbe una buona soluzione, anche al fine di evitare che gli istituti di credito, incorporando le perdite per cedere crediti a prezzi scontati, finiscano per ridurre il credito a famiglie e imprese, il famoso credit crunch.

Il credit crunch, riducendo il finanziamento a questi soggetti in difficoltà, porta perciò in un circolo vizioso, a un’ulteriore crisi o, se non altro, rallenta la ripresa, e l’Europa e l’Italia non possono permetterselo.

La Bad Bank acquisterebbe questi crediti a un prezzo di mercato o vicino a quello di libro.

Così facendo evita proprio questo fenomeno, tuttavia si scontra con le recenti normative, per questo le discussioni saranno ancora più impegnative.

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Le criticità esistenti e la posizione italiana

Le criticità emerse in Commissione Europea su una bad bank, se sovranazionale o network, sono molte.

Gli ostacoli principali alla creazione di un simile istituto in Europa sono dovuti al fatto che una banca così composta richiederebbe soluzioni particolarmente gravose per gli istituti diversamente coinvolti e potenzialmente anche una riscrittura di alcune norme europee.

Di certo non sono escluse misure come il bail in e le svalutazioni previste da burden sharing.

Una Bad Bank, o AMC che sia, avrebbe un altro grande problema, quale?

La distribuzione delle risorse fra gli Stati.

Non sono tante le nazioni ad oggi disponibili a farsi carico di sostenere a cuor leggero banche estere, figuriamoci una banca nata per essere malata.

L’apertura della Germania al recovery fund di certo però è un primo passo e molto forte della voglia di mantenere solida l’Unione.

Riconfermato anche da alcuni Paesi del Nord o frugali che cominciano anche loro a scontare e comprendere il peso che la pandemia avrà sulla società e su come e quanto essa potrà modificarsi.

In Italia l’idea di una Banca di Stato è una possibile misura che gli ultimi governi non hanno mai escluso e che nei mesi passati ha circolato tra le misure da intraprendere.

Secondo voi è una via percorribile questa delle banche cattive o ci sono soluzioni migliori?

Alessandro Moretti

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