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BTP Futura: Investire Conviene?

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BTP Futura

Eccoci qui ragazzi pronti per scoprire se questi Btp futura sono convenienti o no, curiosi?

A novembre si è tenuta la seconda emissione dei BTP Futura, ma com’è andata e come stanno andando?

Vi avevamo avvisati o no che avreste ricevuto la chiamata degli intermediari finanziari per vendervi i nuovi BTP, è arrivata?

Ma ci sono sia dei pro che dei contro nei nuovi BTP Futura e scopriremo se convengono realmente o no.

Investire in BTP Futura

Per prima cosa dobbiamo iniziare a porci le domande giuste, perché se ci poniamo le domande sbagliate non possiamo che avere risposte sbagliate; per cui la domanda giusta non è: convengono oppure no?

La domanda corretta è: mi servono i BTP futura per raggiungere gli obiettivi finanziari che ho già definito, nell’ammontare e nel tempo, e mi conviene la vendita dei BTP prima della scadenza?

Lo so che per chi non mastica molto di educazione finanziaria questi concetti potrebbero essere un po’ contorti, ma cerco di spiegarlo con un esempio molto semplice.

Supponiamo che dovete fare una torta, una torta di mele.

Bene per fare una torta di mele avete già in testa tutto quello che vi serve.

Serve lo zucchero, vi servono le uova, vi servono le mele, servono tutti questi ingredienti e se non li avete che fate?

Andate al supermercato, cercate questi tre ingredienti, non è che andate al supermercato, dalla cassiera e le chiedete se c’è qualcosa di conveniente oggi?

Certo che c’è qualcosa di conveniente.

Ogni giorno al supermercato c’è qualcosa di conveniente, ma il punto è se vi serve o no.

Perché se compri qualcosa che sia conveniente, la porti a casa, la metti nel frigo e lì marcisce.

Lo stesso vale per la finanza.

Se vi chiamasse il commesso del supermercato per dirvi guarda oggi c’è il sale a sconto, a voi cosa importa?

O vi serve o non vi serve.

E se non vi serve, almeno nel caso della finanza potete eventualmente tentare di rivendere il titolo comprato; così è consentita la vendita del btp prima della scadenza, ma vi conviene?

Approfondiremo esaustivamente in questo articolo se conviene investire in Titoli di Stato e quali sono i punti più critici dei nuovi BTP Futura.

BTP Futura: Cosa sono? Tutti i dettagli

Prima di capire cosa sono questi BTP Futura approfondiamo un attimo cosa sono i BTP in due parole.

I BTP non sono nient’altro che un prestito che voi fate allo Stato, voi siete pertanto creditori dello Stato.

Come per tutti i prestiti che vengono fatti, anche in questo caso lo Stato in cambio dei soldi che voi gli prestate vi restituisce un tasso di interesse proporzionale al rischio che voi correte.

Esatto anche i BTP hanno dei rischi: lo Stato può andare in default e rinegoziare il debito e quindi ritardare nel pagamento finale, applicando pertanto una scadenza più lunga o magari darvi meno interessi.

Proprio perché lo Stato può andare in default c’è un rischio cui si lega il tasso di interesse per il creditore.

Ma perché si emettono BTP?

Il motivo principale per cui vengono emessi questi BTP è perché lo Stato ha bisogno dei vostri soldi.

Nel caso di questi BTP Futura lo Stato ha bisogno di risorse, come anche scritto nel prospetto informativo, per l’emergenza Covid e per la ripartenza economica.

In pratica lo Stato ha attualmente 0 risorse economiche ed ha bisogno di liquidità.

Non sapendo dove trovarla chiede direttamente a noi facendo leva sulla paura che se non si raccolgono soldi, la ripartenza non sarà possibile.

Caratteristiche dei BTP Futura: nuovi Titoli di Stato

Questi nuovi titoli di Stato hanno una scadenza fissata tra 8 anni il giorno 17 novembre 2028.

Una delle caratteristiche principali di questi Btp è che sono riservati alla categoria degli investitori retail, cosa significa?

Che sono destinati a

i piccoli risparmiatori individuali e questo elemento desta fin da ora qualche dubbio sul loro valore.

Fonte: MEF scheda informativa BTP Futura

 

Le Emissioni di questi BTP Futura saranno fatte alla pari per cui saranno emessi a 100 e saranno rimborsati tra 8 anni a 100, a differenza della prima emissione dove il periodo di detenzione è invece pari a 10 anni.

Le cedole dei BTP Futura

In questo arco temporale di 8 anni le cedole saranno pagate semestralmente.

Ma cosa significa che su questi BTP Futura ci sarà una cedola step up?

Queste cedole sono cedole crescenti nel tempo secondo la progressione 332.

Lo so, sembra di parlare di fantacalcio, ma stiamo parlando di titoli di Stato.

Il funzionamento è questo: verrà stabilita una cedola fissa per i primi tre anni.

Dopodiché per i successivi 3 anni ci sarà un’altra cedola superiore a quella dei primi 3 anni e, infine, per gli ultimi 2 anni ci sarà un’ultima cedola superiore a quella precedente.

Si tratta di cedole crescenti, ma non significa che i nuovi BTP Futura alla fine del periodo degli ultimi 2 anni pagheranno il 20% di cedola.

Assolutamente no.

Saranno leggermente più alte di quelle precedenti ma non saranno delle cedole clamorose potete esserne certi, e per questo in tanti si chiedono se convenga la vendita dei BTP prima della scadenza.

tassi btp futura

Le cedole finali dei BTP Futura

I tassi cedolari annui BTP Futura finali rilasciati dal MEF dopo il collocamento sono pari a:

  • 0,35% per i primi tre anni
  • 0,6% per gli anni dal quarto al sesto
  • 1% per gli ultimi due anni di durata.

Rispetto alla precedente emissione, quella di novembre, questa ha visto meno clamore e anche meno adesioni, ma comunque più di 5 milioni di euro di buoni sono stati collocati.

E tanti ne vengono collocati quasi di converso, inizia dopo pochi mesi la speculazione sui BTP così che in molti si chiedono quando procedere con la vendita BTP prima della scadenza.

Quant’è il  premio fedeltà del BTP Futura?

Sembra di essere al supermercato e fare la raccolta punti, lo Stato è diventato un marchettaro incredibile, ma cos’è questo premio fedeltà dei nuovi BTP Futura?

Chi acquisterà i BTP futura in collocamento e lo terrà fino alla scadenza del luglio 2028 sarà riconosciuto un premio aggiuntivo.

Il valore di questo interesse aggiuntivo del titolo di Stato può andare da un minimo dell’1% ad un massimo del 3%.

In base a cosa verrà deciso questo tasso di interesse?

Questo premio extra sarà deciso in base all’andamento medio del PIL nominale italiano misurato dall’Istat.

In questo periodo di tempo se il Pil italiano crescerà particolarmente ci sarà allora un premio fedeltà più alto.

Se invece l’Italia non crescerà o comunque non crescerà abbastanza, il premio fedeltà sarà schiacciato verso l’uno percento.

E visto com’è andato il PIL italiano negli ultimi vent’anni non mi aspetto certo che nei prossimi 10 anni farà miracoli.

Molto probabilmente il premio fedeltà si avvicinerà al massimo all’1%, salvo miracoli.

Tuttavia, la leva principale che ha fatto gioco forza in questo caso è stata la speranza del vaccino.

La possibilità di recupero del PIL ha agevolato nel far credere che alla fine il premio fedeltà ripagherà delle magre cedole annuali pagate dal titolo.

Le commissioni sul BTP

Una buona iniziativa da parte dello Stato è quella che obbliga gli intermediari a richiedere 0 commissioni per il collocamento di questi BTP.

Ma è tutto così celestiale?

Non proprio, perchè se per voi non ci sono commissioni lo Stato dovrà comunque pagare delle commissioni.

A chi?

Agli intermediari finanziari che vendono i nuovi BTP Futura, poi ai dealer e ai co-dealer dell’operazione.

Nel dettaglio dovrà riconoscere una percentuale del 7,5 per 1000 agli intermediari che vi venderanno questi BTP futura e lo 0,5 per 1000 a dealer e co-dealer dell’operazione.

Chi sono?

Gli intermediari saranno Unicredit e Banca IMI, mentre co-dealer saranno Banca Akros e banca Sella.

Per darvi un’idea su 100 miliardi di collocamento dei nuovi BTP Futura, lo Stato dovrà riconoscere all’incirca 750 milioni € agli intermediari che li hanno collocati più la parte che deve dare a dealer e co-dealer, quindi una parte dei soldi che andate a prestare lo Stato per la ripresa economica se li mettono in tasca le banche.

La tassazione dei nuovi BTP Futura

La tassazione dei BTP avrà un regime agevolato.

Le tasse infatti così come per tutti i titoli di Stato sarà il 12,50% sulle cedole e sulle eventuali plusvalenze.

Eventuali qualora doveste guadagnare rivendendo i titoli di Stato sul mercato secondario prima della scadenza di luglio 2030, e qualora i prezzi fossero più alti di quanto li avete acquistati ossia in collocamento a 100.

Dove sono scambiati i BTP Futura?

A proposito di mercato questi titoli di Stato, così come tutti i titoli di Stato, dopo il collocamento saranno scambiati sul mercato secondario ossia sul MOT – mercato obbligazionario telematico italiano.

Dopo averli presi in collocamento non  siete obbligati a tenere questi titoli di Stato fino alla scadenza, potrete venderli anche prima sul mercato secondario.

Sul mercato secondario bisogna fare attenzione.

Potrete rivenderli a prezzi più alti e quindi guadagnarci oppure agli stessi prezzi a cui avete comprato.

Ma anche vendere a prezzi più bassi e quindi perderci.

Non è affatto scontato che ci guadagnerete, ma se vi dovessero servire i soldi prima della scadenza dei nuovi BTP Futura, avete anche questa opportunità.

Ultima cosa, le eventuali plusvalenze che dovreste avere in caso di rivendita dei BTP sul secondario a prezzi più alti di quelli che li avete pagati per acquistarli, andrebbero a compensare eventuali minusvalenze pregresse.

Attenzione.

Anche in questo caso le decisioni di investimento non devono essere prese in funzione solo dei vantaggi fiscali.

Investire in BTP Futura: capire se l’investimento in Titoli di Stato va bene per il tuo portafoglio

Ragionando ancora nel complesso a livello di macrocategoria, se avete già un portafoglio strutturato e ben diversificato in funzione dei vostri obiettivi, orizzonti temporali allora dovreste avere all’interno di questo portafoglio già una componente obbligazionaria.

Una percentuale obbligazionaria, supponiamo del 30%: dentro questa componente obbligazionaria se è ben diversificata e ben costruita dovreste avere anche una piccola componente di Btp.

Attenzione, molto piccola, in funzione di quello che è il rischio Italia e di quella che è l’economia italiana: un’economia piccola nel panorama dell’economia globale.

Quanto detenere in BTP

Quindi dovresti avere già dei Btp, magari con un peso, non so dico numeri a caso, del 0 5% – 1% – 1,5% – 2%.

Questi i pesi, per l’economia italiana, all’interno di un portafoglio ben diversificato.

Per farvi un esempio: di tutti i nostri clienti, nessuno ci verrà a chiedere se convengono i BTP futura, perché già hanno una percentuale di Btp all’interno dei loro portafogli e non devono stare lì a creare e disfare, sarebbero solo costi in più.

Ma andiamo nel dettaglio perché non tutti hanno già dei portafogli di investimento ben diversificati e molti si chiedono se conviene più la vendita dei BTP prima della scadenza.

I BTP futura, così come la stragrande maggioranza dei BTP, hanno un taglio minimo di 1000 € per cui almeno dovreste comprarne 1000€ se ci volete investire.

Questo chiaramente taglia fuori la stragrande maggioranza dei piccoli risparmiatori.

Perché se avete 5 mila euro sul conto o 10.000 €, comprare 1000 €, sì anche solo 1000 €, di BTP futura, corrisponderebbe ad un investimento in titoli di Stato del 10%-20% e come capite mette già fine al principio della diversificazione.

Lo sanno tutti, l’abbiamo detto 100.000 volte, diversificare.

Bene investire il 10-20% del vostro capitale in titoli italiani non è diversificare.

btp futura

Titoli di Stato: rischio di default nell’investire in BTP Futura

Molti credono ancora che prestare i soldi allo Stato sia esente da rischi.

Quindi che i nuovi titoli di Stato Btp Futura siano garantiti dallo Stato: bene ma non sono garantiti dallo Stato.

Precisiamo: lo Stato li emette, ma se lo Stato dovesse andare in default così come è successo all’Argentina o alla Grecia e così come in passato è successo anche alla Germania, questo debito verrà rinegoziato.

Ciò perché lo Stato dice, forse non proprio così, ma scusate il tono è per farvi capire meglio:

“signori miei i soldi da ridarvi non ce li ho, per cui o ci accordiamo oppure vi beccate zero.”

Nell’accordarsi che cosa si fa?

Il creditore dovrà accettare cedole più basse, vedere un rimborso magari soltanto parziale oppure accettare scadenze più lunghe.

Eh ma lo stato italiano è difficile che fallirà, alt.

Il rapporto debito – PIL ad oggi

Guardate questi articoli, si diceva negli anni precedenti del rapporto deficit – Pil e che non doveva superare il 3%, altrimenti sarebbero stati guai serissimi che saremmo stati super puniti e che pertanto l’IVA doveva salire al 25%; bene dopo il covid il rapporto deficit Pil italiano è atteso ad oltre l’8%, praticamente più del doppio dei limiti massimi.

rapporto deficit pil
Fonte: Sole 24H glossario

 

Allora se il 3% era un grosso problema, parlare dell’8% adesso quanto rende più grande il problema?

E non finisce qui perché ci sono ancora altre cose da valutare per capire

Ad esempio, perché il rapporto debito Pil dopo il covid è schizzato, non era già altissimo prima?

Dovevamo assolutamente ridurlo.

In condizioni economiche ottimali non ci siamo riusciti, adesso, boom, è schizzato verso l’alto e dall’altra parte abbiamo avuto anche il pil che ovviamente è precipitato: un Pil già di partenza basso che scende ulteriormente con un debito di partenza alto e che sale fa sì che il rapporto debito- Pil sia esploso!

Se in passato 130% era un limite altissimo, che ci avevano imposto di ridurre assolutamente, adesso al 155% quant’è?

Voi capite che se già un anno fa eravamo in seria difficoltà e avevamo gli occhi dell’Europa puntati addosso, oggi siamo ancora più in difficoltà.

Quindi il rischio Italia c’è eccome ed è anche più grande rispetto ad un anno fa.

I rischi di investire in BTP Futura

Quando si investe in obbligazioni, quando si prestano i soldi abbiamo due rischi: aumento della rischiosità del debitore e aumento dei tassi.

Adesso, se nei prossimi 10 anni la banca centrale europea dovesse aumentare i tassi d’interesse, adesso sono a 0 per cui tra 10 anni magari potrebbero essere un po’ più alti, beh i prezzi dei nostri BTP allora inizierebbero a scendere, e noi?

Non solo non potremo venderli perché avremo una perdita, ma non potremmo neanche investire i soldi in altro magari in altri titoli di Stato che sarebbero molto più convenienti e che avrebbero magari tassi d’interesse più alti.

Quindi ci ritroveremo con titoli di Stato che non potremmo vendere se non in perdita, con dei tassi di interesse più bassi di quelli del mercato.

 Attenzione anche qui poi alla rischiosità “Italia”

Lo sappiamo che l’Italia si trova mediamente un gradino sopra al livello di rating spazzatura.

Ci sono diverse agenzie di rating che hanno già una previsione su l’Italia negativa e pertanto hanno in previsione di declassare l’Italia.

Sapete che cosa succede se nei prossimi 10 anni le agenzie di rating dovessero declassare di un ulteriore gradino il debito italiano?

I prezzi precipiterebbero perché il rischio aumenterebbe, il premio per il rischio aumenterebbe e pertanto i prezzi scenderebbero.

Infatti i prezzi delle obbligazioni sono inversamente proporzionali al rischio, quindi di fatto avresti il rischio di vedere i prezzi dei vostri BTP restare sotto il vostro prezzo di acquisto per tutta la durata dell’investimento e quindi di non poterli rivendere prima della scadenza.

A scadenza però vi saranno comunque rimborsati a 100.

Salvo che l’Italia non fallisca prima.

Anche la durata di 8 anni è in questo caso un rischio, perché quando i tassi sono bassi non conviene prestare a lunga scadenza: conviene farsi prestare a lunga scadenza e viceversa quando i tassi di interesse sono alti.

Ma qui siamo noi creditori e dall’altra parte c’è lo Stato come debitore, quindi converrebbe allo Stato ma non converrebbe a  noi.

Le tasse dei BTP Futura convengono?

Ora parliamo di tassazione.

La tassazione dei BTP è effettivamente agevolata quindi con un tasso del 12,5% e non del 26%.

Però anche qui, se invece di comprare solo BTP italiani investissi ad esempio su un ETF che ha al suo interno titoli di Stato europei compresi i titoli di Stato italiani?

Anche in questo caso l’ETF sarebbe tassato al 12,5%, sia i dividendi, sia le cedole distribuite e sia le eventuali plusvalenze per cui il vantaggio fiscale ci sarebbe sia con i BTP che con gli ETF che investe in titoli di Stato appartenenti alla White list.

Perché questa storia del vantaggio fiscale, si c’è, ma si può avere anche con altri strumenti più come ETF diversificati in titoli di Stato europei, ma ne parleremo nel prossimo articolo.

Quindi mi raccomando, iscrivetevi al canale per non perdervi anche questo consiglio.

Investire in BTP: scelta patriottica o no?

Ma veniamo adesso alla parte più divertente vediamo la parte del patriottismo.

Lo Stato per vendere questi BTP l’ha messa sul concetto del patriottismo.

Gli italiani devono aiutare il paese a superare questa grande crisi sanitaria, questa grande crisi economica e far ripartire il Paese come nel dopoguerra e questo ha risvegliato un pò l’animo di molti italiani.

Questi dicono: “sì, voglio aiutare il mio Paese !”, ma io dico un conto è investire e un conto è aiutare il proprio Paese.

Per me dire che comprare BTP italiani vuol dire aiutare lo Stato è semplicemente dare una giustificazione alla propria scelta di investimento.

Di fatto si stanno giustificando trovando nel patriottismo la migliore delle giustificazioni.

Il vero modo per aiutare lo Stato

Ma in realtà non è una giustificazione, perché ad esempio se si vuole aiutare realmente lo Stato italiano, se siete così patriottici, potrete tranquillamente…. pagare le tasse.

Se volete inoltre aiutare lo stato vi ricordo che allo Stato date già lo 0,2% del vostro patrimonio ogni anno.

Viene chiamato imposta di bollo, ma che di fatto è una patrimoniale.

Che vi hanno addolcito dicendovi che si chiama imposta di bollo quindi già lo state aiutando lo Stato italiano.

Se volete inoltre aiutare lo stato vi ricordo che allo Stato date già lo 0,2% del vostro patrimonio ogni anno.

Viene chiamato imposta di bollo, ma che di fatto è una patrimoniale.

Se fosse veramente patriottismo, per quale motivo lo stato deve pagare il 7,5 per 1000 a tutti gli intermediari che vendono?

E’ altruismo?

No, allora ho pensato perché devi pagare le banche, perché 7,5 per 1000 deve finire subito via a remunerare gli intermediari finanziari che ve li hanno venduti?

Se fosse patriottismo allora anche gli intermediari non dovrebbero guadagnare niente o comunque trova un modo per collocarli senza passare per intermediari.

E poi vediamo anche il discorso delle tasse, se è davvero patriottismo: io ti sto prestando i soldi ad un tasso di interesse di mercato, per quale motivo poi me li devi anche tassare?

Io vi sto aiutando, tu stai chiedendo il mio aiuto, poi mi tassi pure?

Non è patriottismo, è semplicemente un rapporto debitore – creditore.

Un’operazione di investimento ci può stare, ma non facciamolo passare per quello che non è.

Il fatto di chiamarla emissione di Btp per la ripartenza economica è semplicemente un’operazione di marketing, perché chiamarla soluzione forzata per ripianare il buco di bilancio, con cui ci siamo arricchiti alle vostre spalle negli ultimi trent’anni, non era il massimo, o no?

Le alternative a disposizione dello Stato invece dell’emissione dei nuovi BTP Futura

Altro punto, sempre riguardo lo Stato, perché indebitarsi ad un tasso di interesse che potrà essere dell’1,5 o 1,7 e bisogna vedere quanto sarà in realtà, quando invece hai la possibilità di accedere a fondi europei, con una parte a fondo perduto e con tassi di interesse decisamente più bassi?

Ve lo dico io perché, perché se i soldi li presta l’Europa, poi hai gli occhi puntati addosso dell’Europa stessa, che ti obbliga ad investire in maniera efficiente dove serve.

Invece te li fai prestare dai piccoli retailer, dai piccoli risparmiatori italiani e a quel punto chi è che ti viene a controllare?

Nessuno.

E puoi far finire tutti questi soldi nel mega calderone inefficiente italiano e farci quel che ti pare.

E per continuare in questo, lo Stato è disposto a pagare anche interessi più alti rispetto ai fondi europei.

Per quale motivo le emissioni di questi titoli Stato è riservata ai retail?

Per fare un piacere ai piccoli risparmiatori italiani?

Ah se fossero così convenienti ci sarebbero di mezzo anche gli istituzionali.

Vi sembra che secondo voi le banche si sarebbero fatte scappare un’occasione di questo tipo?

Assolutamente no.

Le banche hanno detto: guarda io di questi BTP non ne voglio sapere, piazzali ai retailer e mi paghi se io ti aiuto anche a venderli, e infatti così è, le banche ricevono una commissione di collocamento.

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L’emissione e il collocamento dei nuovi BTP Futura: conviene investire?

C’è da parlare anche a riguardo della strategia che useranno le banche con voi.

Sono pronto a scommettere che nessuna banca vi ha chiamato dicendovi liquidate quote di fondi comuni di investimento per comprare BTP futura.

Ma tutte quante vi hanno detto: perché non usi quella parte di liquidità per comprare Btp futura, nessuna banca vi richiamerà per poi consigliarvi la vendita BTP prima della scadenza.

E questo è ovvio perché la consulenza bancaria è basata sulla vendita, e se ti facessero disinvestire quote di fondi comuni non raggiungerebbero i loro budget annuali.

Ma se vi facessero usare la vostra di liquidità allora quello sì che sarebbe buono per loro, perchè?

Perché guadagnerebbero una commissione di collocamento senza rinunciare alle commissioni di gestione che già hanno.

Una volta che poi avete investito la vostra liquidità in questi titoli di Stato, siete entrati nel mondo degli investimenti.

Tra qualche mese, se non tra qualche anno, invece è molto probabile che sempre la stessa banca vi telefonerà dicendovi:” Sai conviene la vendita dei BTP prima della scadenza”.

“quei BTP futura che erano così convenienti al collocamento, sai che c’è, che non sono così convenienti, sono più rischiosi, sarebbe meglio che tu li vendessi e ci comprassi dei fondi comuni?”

E tu venderai i tuoi BTP per comprarci fondi comuni delle banche che inizieranno a guadagnare ulteriormente dalle commissioni di gestione.

Insomma, se andranno bene o se andranno male nei prossimi mesi, nei prossimi anni le banche vi diranno che conviene la vendita dei BTP prima della scadenza, molto probabilmente per entrare nei fondi comuni.

Vi faranno prendere una o due cedole, vedere il guadagno misero, per poi portarvi alla vendita dei BTP prima della scadenza e solo per vendervi i loro fondi molto promettenti.

Come potete vedere questa non è una patrimoniale, non è un prelievo forzoso, ma è decisamente un attacco al risparmio degli italiani, costruito tutto quanto sulla vendita di strumenti finanziari.

Lo Stato ci guadagna, alla fine ci rimette anche la faccia, mentre le banche ci guadagneranno solo, e voi?

Conviene o no investire in BTP Futura: l’importanza di avere fonti attendibili e indipendenti

Qui concludiamo questo articolo ritornando al punto iniziale.

Dovete abbandonare questo sistema marcio basato sulla vendita di strumenti finanziari e di commissioni perché non è questa la consulenza.

La consulenza non deve essere basata sulla vendita, ma deve essere basata sulle vostre esigenze e sui vostri obiettivi di investimento.

Una persona che vi telefona e prova a vendervi Btp futura che consulenza sta facendo?

Sta facendo una vendita.

La consulenza parte da voi dalle vostre esigenze per poi andare a trovare gli strumenti migliori per risolvere i vostri problemi e raggiungere i vostri obiettivi.

I Btp futura potrebbero non essere gli strumenti migliori per voi.

Ciò non toglie che potrebbero essere un giusto strumento per un’altra persona.

Ma tutto parte da una valutazione fatta a monte, perché effettivamente se uno ha 200.000 € sul conto e potrebbe anche comprarsi 20 mila euro di BTP futura.

Certo non lo può fare una persona che ha 2.000 o 5.000 euro sul conto perché verrebbe meno il principio della diversificazione, ma tutto questo agli intermediari non interessa.

Agli intermediari interessa vendere e allo Stato interessa raccogliere capitali.

Spero dunque che questa analisi ti sia di aiuto per riflettere e vi insegni soprattutto a farvi le domande giuste per potervi anche dare le risposte più corrette.

Mi raccomando è importantissimo, non fatevi vendere quello che vogliono, ma dovete essere voi a scegliere quello di cui avete realmente bisogno.

Quando conviene la vendita BTP prima della scadenza

Tralasciamo i nostri BTP Futura perchè arriverete alla risposta da soli se conviene la vendita prima della scadenza. 

 

Ipotizziamo di avere un BTP con tasso cedolare annuo del 5% al costo di 100 e che scade tra 10 anni.

Ogni anno prendiamo il 5% della cedola e poi alla fine avremo rimborsati i nostri 100 euro.

Se lo Stato, l’anno successivo, emette buoni con una cedola del 6% nessuno vorrebbe comprare i tuoi BTP quindi la vendita dei BTP prima della scadenza si concluderebbe in un affare poco conveniente.

Tanto più che probabilmente dovrai venderlo a un prezzo nominale più basso, poiché le cedole sono aumentate dell’1% e mancano ancora 9 anni alla scadenza, allora invece che a 100 dovrai venderlo a 91…insomma…

In questo caso quindi più che la vendita dei btp prima della scadenza conviene detenerli.

Ma se lo Stato l’anno prossimo emette buoni a un tasso cedolare del 4% converrebbe la vendita btp prima della scadenza?

In questo secondo caso la vendita btp prima della scadenza diventa conveniente e tu potrai collocare il titolo di Stato a 109 euro, guadagnando rispetto al caso precedente e in generale sull’intero investimento.

Se ad esempio acquisti titoli di Stato a 90, sotto la pari, e li rivendi a 100 o a 110 ecco che la vendita dei btp prima della scadenza diventa un affare; un affare però per modo di dire perchè forse lo sforzo non vale così tanto.

Ma capite perchè è così complesso il discorso e perché si fa tanta speculazione sui nostri poveri titoli di Stato?

E voi cosa ne pensate di questi BTP Futura convengono e conviene investire?

Fatemi sapere le vostre opinioni qui nei commenti.

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Alessandro Moretti

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