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Conto Corrente Estero: come Funziona

21 Agosto 2020

Conto corrente estero come funziona e posso aprire un conto all’estero?

Di certo ti sarai chiesto come si fa per aprire conto corrente estero.

Le ragioni per aprire un conto corrente all’estero possono essere svariate.

Aprire un conto corrente all’estero può dipendere ad esempio se volete fare l’erasmus o forse dovete aprire un conto estero per ragioni di lavoro.

Molti, invece, sono spinti ad aprire conti correnti estero per mera paura, così che in caso di emergenza o gravi problemi dello Stato puoi avere una riserva sicura su una banca estera cui fare affidamento.

Capiamo per bene se è lecito aprire conti correnti all’estero, come fare e cosa valutare per aprire un conto corrente all’estero e se conviene avere un conto corrente estero online o tradizionale.

Conto corrente all’estero è legale?

Iniziamo subito con il precisare che se ti chiedi posso aprire un conto all’estero, la risposta è sì, aprire un conto corrente all’estero è un’attività legale.

E anche se risiedi legalmente in un paese dell’Unione Europea puoi legalmente aprire un conto estero online o tradizionale di base anche in un altro paese dell’Unione.

Stesso discorso non vale invece per i conti esteri di risparmio.

Quando non si può aprire conto corrente all’estero

Scontato dire che se non si rispettano le norme europee, non solo italiane, sul riciclaggio di denaro sporco e finanziamento del terrorismo non si può aprire un conto corrente all’estero.

Così come se si vuole trasferire soldi di provenienza illecita su un conto corrente all’estero.

E anche noi siamo profondamente contrari a tali pratiche.

Un altro motivo per cui potresti trovare degli ostacoli nell’aprire un conto corrente all’estero è che tu già possiedi un conto simile presso un altro istituto dello stesso paese.

In alcuni paesi inoltre per aprire il conto estero, di solito, possono chiederti dei documenti che comprovano il motivo dietro questa scelta, ma in questo caso molto dipende dall’istituto cui ti rivolgi.

Con la digitalizzazione ormai aprire conti correnti esteri è sempre più facile.

Esistono conti correnti online esteri, con questi conti online esteri potrai operare in maniera analoga al conto tradizionale che hai in Italia.

Un bel vantaggio che permette di aprire un conto corrente all’estero dall’Italia  in particolare rispetto al passato dove per aprire un conto estero bisognava recarsi nel paese desiderato.

Perché aprire un conto corrente all’estero?

Le risposte a questa domanda sono molteplici e decisamente personali.

Dietro la volontà di aprire un conto corrente oltre a reali e concrete esigenze di trasferimento temporale o stabile in un altra nazione, vi si legano ragioni che portano ad aprire conti correnti all’estero per tutelarsi.

È inutile girarci intorno,si cercano banche estere affidabili o meno per aprire un conto corrente estero per proteggersi dal rischio Paese.

In periodi come questi ipotizzare che lo Stato possa incontrare delle difficoltà nella sua liquidità o addirittura andare in default non è un pensiero tanto assurdo.

Uguale discorso vale per i fallimenti bancari italiani o dell’intero sistema o ancora che l’Italia esca dall’euro.

Sebbene molto più probabile, oltre che causa più frequente dietro l’apertura conto corrente estero in Italia è la tassa patrimoniale.

Sebbene prima di arrivare a questa misura così estrema e che crea alto dissenso in tutta la popolazione, lo Stato preferisce solitamente ricorrere ad altre forme di prelievo.

Quali?

Prima di tutto nuove tasse e aumento di quelle esistenti: immobili, tasse sulle successioni e donazioni e il reiterato aumento dell’IVA.

E di molti di questi interventi neanche ce ne accorgiamo.

Sono ad esempio la riduzione delle pensioni, tema a noi molto a cuore, coperture sociali e ammortizzatori che vengono meno.

Tutte misure che creano dissenso generalizzato, ma più diluito e differenziato.

Tuttavia, la patrimoniale non è esclusa e forse neanche tanto lontana per questo pensare all’apertura conto corrente estero in Italia rimane una domanda frequente.

Un po’ di storia per valutare l’apertura di un conto corrente estero

La notte del 9 luglio del 1992 l’allora ministro Amato rese retroattivo il prelievo sui depositi degli italiani.

Un prelievo del 6 per mille, pari allo 0,6%.

Per capirci su 100.000€ sono 600€ che scompaiono in una notte.

Al riguardo facciamo un attimo chiarezza la patrimoniale, se venisse varata:

  • Sarà per tutti i residenti in Italia
  • Si calcolerà su tutti i beni posseduti, che generino un valore, rendita o che non la generino

Per questo molti si stanno informando per aprire anche un conto all’estero.

Evitare così che in caso di crollo si abbia comunque qualche disponibilità economica per sopravvivere e permettere di avere una via di fuga dai problemi finanziari dello Stato.

Ciò però, prima di portarci a parlare di come aprire un conto estero, quali considerazioni fare e quali rischi e tutele si incontrano nell’aprire un conto all’estero, ci porta ad una serie di preliminari considerazioni.

Gestire il proprio patrimonio

Prima di pensare di aprire un conto all’estero dobbiamo fare un piccolo discorso sulla liquidità.

Nel caso tu ne abbia tanta o poca può essere una buona soluzione.

Se hai poca liquidità puoi pensare di aprire il conto all’estero se davvero temi l’emergenza, in questo caso ti consiglio di propendere per prire un conto corrente online all’estero.

Invece, se ne hai tanta può essere una valida soluzione per diversificare, sebbene in questo caso valuta perché avere anche troppa liquidità è una gestione finanziaria sbagliata e che non valorizza il tuo patrimonio.

Come aprire un conto all’estero e come trasferire denaro

Per aprire un conto all’estero devi sapere che i patrimoni che trasferirai saranno lo stesso controllati.

Non devono perciò derivare da fonti di reddito illecite e devono essere stati dichiarati.

In questo modo opererai in maniera legittima e non avrai preoccupazioni nell’aprire conti all’estero.

I recenti casi di cronaca testimoniano che Fund e conti correnti esteri non sfuggono al fisco e se sfuggono è forse solo “per fortuna”.

Nella scelta del Paese dove aprire il conto estero, conviene che prima di decidere tu ti faccia consigliare o valuti molto attentamente la banca estera dove aprire un conto corrente estero.

In aggiunta ad una valutazione sulla banca estera devi valutare anche la tassazione e l’effettiva situazione della nazione a cui lascerai quello che dovrebbe essere il tuo fondo di massima emergenza.

Nella gran parte dei casi è bene optare per conti correnti online esteri o tradizionali di Paesi a noi vicini.

Nel caso vuoi aprire un conto estero Offshore mi sento di sconsigliartelo.

Come sempre ci teniamo a dire che siamo contro ogni azione illecita, di corruzione o lesiva dei diritti e doveri dell’altrui persona.

Oltre al Paese dove aprire un conto corrente estero si deve poi scegliere come detto l’istituto più adatto.

Alcune banche estere internazionali presenti in Italia consento di aprire conti delle banche estere controllate.

Vediamo quali criteri selezionare per scegliere la banca estera più adatta e valutare in caso di avere conti correnti online esteri.

Quali Paesi scegliere per aprire il conto corrente all’estero

Per aprire un conto all’estero valutate bene il Paese.

Tanto più se la scelta non è dovuta a necessità quotidiane ma solo per massima tutela.

Optate per aprire un conto corrente estero un uno Stato che sia vicino e che sia raggiungibile in maniera facile, soprattutto se lo fate per emergenza.

In questo caso nella valutazione della scelta del Paese più adatto dove aprire un conto corrente all’estero dovete valutare tre cose:

  • la valuta
  • l’inflazione
  • le normative

Aprendo il conto corrente estero online o tradizionale in Germania, Austria e Malta o anche Francia permette di contare sulla vicinanza e molto probabilmente anche su servizi di assistenza che parlino l’italiano e normative simili alle nostre.

Prestando attenzione invece alla valuta si può investire in un Paese che ha una valuta estera diversa dalla nostra.

Così facendo si annullerà il rischio di dissoluzione dell’euro, in questo caso il conto si può aprire in Stati come Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Mentre meglio evitare Paesi emergenti e più deboli ad esempio Brasile e Serbia che sono spesso più vere scommesse di riavere il capitale.

Infine, fate attenzione anche ai tassi di interesse offerti potrebbero essere una buona opportunità, ma anche una fonte di perdita.

In Ucraina ad esempio offrono conti deposito con tassi del 20%, ma lì l’inflazione è al 9%.

C’è chi pensa di guadagnare in questo modo, forse ha ragione, ma i rischi rimangono alti.

5 elementi per scegliere la banca estera

Nello scegliere la banca estera devi prima di tutto valutare 5 elementi:

  1. La solidità
  2. La trasparenza
  3. I costi
  4. Il servizio clienti
  5. Le funzionalità

Indaghiamole un attimo una ad una.

La solidità è basilare.

Come valutare la solidità della banca estera?

In fin dei conti anche molti istituti italiani sono recentemente falliti.

Si è vero ma in rarissimi casi i clienti hanno perso i soldi dai conti.

Sia l’EBA, autorità bancaria europea, che la BCE, la banca centrale europea conducono regolarmente degli stress test che valutano la capacità delle banche di sopravvivere alle crisi.

Puoi guardare a quei risultati che vengono pubblicati sui siti ufficiali dei due.

Inoltre, se vuoi un consiglio nel valutare quei report cerca di focalizzarti  essenzialmente su questi indici:

  • CET 1 Ratio
  • Total Capital Ratio
  • Non Performing Loans

Brevemente il primo ti indica la solidità patrimoniale di una banca, lo trovi nei bilanci degli istituti o nelle pubblicazioni BCE ed EBA.

CONTO ESTERO 3

Il Total Capital Ratio indica sempre la solidità patrimoniale ma tenendo in considerazione anche altri strumenti considerati “quasi capitale”.

I non performing loans sono invece i famosi NPL, per farla semplice sono i crediti deteriorati.

Se i primi due sono alti va tutto bene, ma se è alto anche il secondo ci sono delle criticità.

Le agenzie di rating

Per ultimo valuta anche come ne parlano le agenzie di rating quali Fitch, Moodys, S&P.

Il secondo valore la trasparenza ci indica proprio se la banca estera ci nasconde qualcosa.

In questo secondo caso ti consiglio anche di cercare bene online le informazioni prestando attenzione alla fonte della notizia.

Il terzo elemento è ovvio: valuti i costi in Italia figurati se non dovresti farlo per l’estero.

Quarto il servizio clienti: operando da un altro paese devi poter riuscire a contare su un servizio clienti efficiente e che ti risponde entro pochi giorni, punto in più se c’è anche in italiano.

Ultimo e quinto fattore le funzionalità.

Se per fare un bonifico ci metti due giorni, aprire e gestire il conto estero online richiede procedure complicate lascia stare.

Cerca di prediligere istituti con home banking avanzati che ti permetteranno di gestere in autonomia e semplicità i conti online esteri.

Essere in Italia o in Germania sarà la stessa cosa, soprattutto se apri un conto corrente estero per lavoro.

Ah come per quelle italiane prepararti a schivare anche per le banche estere le loro offerte e strane consulenze.

Il fondo interbancario

Prima di procedere all’apertura conto corrente estero informati se l’istituto è prodotto dal Fondo Interbancario.

Questo fondo infatti protegge i depositi su conti correnti e di deposito fino a 100.000€ in caso di fallimento, o meglio liquidazione coatta amministrativa della banca.

Se quei soldi depositati derivano da prestazioni assicurative, indennizzi, vendite immobiliari possono ottenere tutela per importi che vanno oltre tale soglia per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi, ma come sempre valgono le singole clausole e accordi della banca estera, quindi informati.

Purtroppo però in caso di gravissimi shock anche il Fondo non potrebbe garantire i risparmi sui conti correnti esteri, ma parliamo di veramente uno scenario devastante.

Conto estero segreto è possibile?

Crea molti dubbi questo tema e per questo ci sentiamo di trattarlo per esaustività e per darvi qualche informazione in più, anche a costo di sfatare qualche mito.

Noi vi sconsigliamo di farlo e non vogliamo neanche essere vostri complici in attività illegali o dannose che d’altra parte ugualmente condanniamo.

Quando parliamo di conto estero segreto parliamo di conto cifrato in questo caso la segretezza è di fronte a terzi privati.

Ma rimane però conosciuto all’Amministrazione finanziaria italiana.

E se stai pensando di aprire un conto corrente estero di questo tipo devi ipotizzare anche di costruire una società offshore e in questo caso non possiamo aiutarti.

Invece è illegale il conto anonimo che tra l’altro vi mette di fronte ad un rischio Paese molto più alto e a pagare costi di gestione spropositati (anche il 30% per operazione).

Dal 1° gennaio 2016 anche l’Italia ha attivato gli obblighi della CRS – Common Reporting Standard che prevede che il nostro Paese collabori con le autorità fiscali di oltre 50 stati e più di 90 che presto lo adotteranno per scambiarsi informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie.

Insomma, se avete strani o brutti progetti in mente, lasciate stare, il rischio per quanto allettante anche di aprire conti correnti all’estero per ora non vale e soprattutto di macchiarsi la fedina penale e la propria coscienza.

Ricordate anche in questo caso il conto corrente al fisco non resterà nascosto.

In più la banca estera quando acquisisce nuova clientela la censisce in base alle normative antiriciclaggio di adeguata verifica e la certificazione di residenza fiscale.

Prima di passare aL come aprire un conto estero vediamo un attimo gli adempimenti fiscali a cui dovete dare seguito una volta che volete aprire un conto estero.

Fiscalità conto all’estero

Quando trasferite le vostre somme in un conto corrente estero dovete sapere che esse prima di tutto devono essere dichiarate.

L’imposta, calcolata sul valore dei prodotti finanziari e dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, è pari al 2 per mille.

Una volta che avete provveduto all’apertura del conto corrente estero dovrete compilare nella vostra dichiarazione dei redditi il quadro Rw.

 

rw conto estero

Questo quadro viene compilato in ogni caso quando si detengono attività finanziarie e investimenti patrimoniali tenuti all’estero dalle persone fisiche residenti in Italia.

Oltre ai conti esteri quindi dovrete dichiarare anche tutti gli altri investimenti all’estero che in diritto di proprietà o reale possono creare reddito imponibile in Italia.

Ad esempio, immobili, oggetti preziosi, opere d’arte, e vanno dichiarate anche se non producono reddito.

Mentre sono ugualmente da dichiarare anche molte altre attività finanziarie detenute all’estero: polizze, obbligazioni, titoli e anche cripto valute.

IVAFE e conti correnti esteri

Oltre al cosiddetto monitoraggio fiscale sui conti correnti esteri pagate l’IVAFE.

Questa è una tassa patrimoniale che viene applicata per chi ha attività finanziarie in Paesi esteri.

Tranquilli, essa, per i conti correnti ha lo stesso funzionamento ed importo della normale imposta di bollo ossia 34,20€.

La legge N.186 del 2014 non prevede l’obbligo di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie per depositi e conti correnti bancari che nel periodo di imposta non superano i 15.000€.

Devono così compilare l’RW i conti correnti esteri che superano i 15.000€ e non pagheranno l’IVAFE se il conto corrente estero non ha superato la giacenza media di 5.000€ e gli spetterà solo il monitoraggio.

Invece la pagheranno i conti correnti esteri online o tradizionali che superano tale giacenza, ma se non superano i 15.000€ non devono essere sottoposti al monitoraggio.

Quindi se pensavate di non dichiarare al fisco il vostro conto online estero vi sbagliate di grosso e andate incontro anche a risvolti penali.

Pensate potreste pagare multe fino al 15% di quanto versate se non compilate il quadro RW della vostra dichiarazione perciò attenti.

Ricordate il conto estero vale solo per ridurre il rischio Paese non per trasferire illegalmente fondi.

Inoltre, nulla impedisce a un creditore di potervelo pignorare, anche se qui si entra nel discorso giuridico e a noi interessa quello finanziario.

Scopriamo perciò finalmente come funziona il conto estero ed il tasso di interesse eventualmente applicato

Come funziona un conto estero in Italia

Nel capire come funziona un conto corrente estero in Italia vi confermiamo che non è dissimile ad un conto corrente tradizionale cui siamo abituati.

Oggi quasi tutti i conti esteri o nazionali hanno l’home banking per questo aprire un conto online estero in un altro paese è molto più facile che in passato così come anche nella sua operatività.

Per questo una volta aperto trasferire con bonifico o altra forma di pagamento i propri soldi al conto online estero nuovo sarà facilissimo,  ecco perché abbiamo insistito inizialmente anche prima di scegliere di valutare bene anche le funzionalità ed i servizi offerti dalla banca estera.

Trasferimento somme su banche estere online

Le somme trasferite verso le banche estere online o non devono essere di provenienza lecita ab origine e dunque dichiarate.

Possono essere anche versate in contanti, ma se operate in altre valute informatevi prima se non sono cambiati i limiti per l’esportazione di valuta nel vostro paese e da quello dove poi dovrete riportare indietro le somme.

Anche perché, ve lo ricordiamo, ogni trasferimento viene monitorato dall’amministrazione finanziaria.

Operate in ottemperanza alle norme e munitevi dei documenti necessari, così in caso di controllo sarete preparati.

Per aprire un conto estero affidate se avete dei dubbi ad un professionista, informatevi anche presso il vostro commercialista.

Solitamente potete se volete scegliere di aprire un conto corrente online estero, ha procedure in genere più veloci.

Preparatevi sia che il conto corrente estero online o tradizionale dovrete compilare la due diligence antiriciclaggio altrimenti sarà molto raro che vi consentano di aprirlo in particolare in Paesi stranieri molto seri o severi sul fisco.

Se lavorate nello Stato dove lo state aprendo dovrebbe essere più facile perché potrete fornire molto probabilmente anche il contratto di lavoro che attesta il vostro interesse nell’aprire un conto corrente estero.

Passiamo infine a parlare di come vengono tassate le somme depositate e che maturano un certo interesse.

Tasso di interesse e conti corrente estero

Non neghiamo che questi tassi molto spesso persuadono ad aprire il conto più del rischio Paese in sé.

Alcuni conti correnti esteri offrono dei tassi di interesse, questi interesse sono reddito di capitale e per tanto devono essere dichiarati.

Ma che tipo di tasse scontano?

Questi interessi possono o essere già tassati dallo Stato dove hai aperto il conto, si parla di ritenuta alla fonte.

Così si pagherà una doppia tassazione: quella del tuo Stato di residenza e quella del Paese dove hai conseguito il reddito.

Si può evitare?

Ni.

L’articolo 165 del Dpr n 917/86 prevede che si può evitare applicando un credito di imposta misurato sulla base delle imposte estere pagate, i tuoi interessi.

Così l’imposta pagata nel nostro Paese sarà uguale alla maggiore imposta dovuta rispetta a quella pagata all’estero.

Come fare?

Bisogna chiedere all’istituto di trasferire l’interesse ottenuto dal conto ad un conto gestito da un istituto italiano e pagare poi la ritenuta alla fonte.

Questa ritenuta è uguale a quella degli altri redditi che conseguono interessi ed è pari al 26%.

Così facendo si potranno non dichiarare questi interessi percepiti.

Il Lussemburgo paga insieme ai maltesi e agli olandesi con il loro Bunq interessi alti e hanno una sicurezza del Paese maggiore dell’Italia.

Interessi bassi invece vengono applicati da Spagna e dalla Germania.

Mentre agli interessi altissimi bisogna fare molta attenzione perché spesso nascondono altri tipi di rischi peggiori e non solo legati al Paese.

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Quali alternative considerare?

Qui in basso trovate alcuni nomi che potete prendere come alternative al conto italiano tradizionale.

N26 – conto corrente bancario tedesco con IBAN, Revolut nata come servizio di pagamento e che ha recentemente preso la licenza bancaria lituana.

Mentre questi sono servizi più di moneta elettronica che potete in alternativa considerare: Transferwise, Revolut, Monese, Neat, Monzo, Bunq, VIABUY.

Non sono quindi stati ideati per depositare grandi cifre (per quanto non lo impediscano di certo), ma per agevolare i trasferimenti, gli incassi e i pagamenti tra nazioni.

Alcune banche più piccole queste sono svizzere: come Raiffesen, Postfinance, Migros, BancaCoop, CIM, BPS Suisse hanno parametri di valutazione meno stringenti.

Poi ci sono: Banque et Caisse d’Epargne de l’Etat, istituto spagnolo o SantAnder, Banque International à Luxembourg, Bunq, RaiffesenBank, Sparkasse, Post Finance.

I vantaggi di un corrente estero

Una volta capito come funziona con la tassazione e le normative oltre ad abbattere il rischio Paese, quali sono i vantaggi?

Si possono ricercare infatti soluzioni che comportano:

  • spese più basse,
  • una minore burocrazia
  • maggiore redditività rispetto ai conti correnti proposti sul nostro territorio

Anche se questo non deve essere un elemento a guida della scelta e dell’apertura perché altrimenti esistono soluzioni e investimenti alternativi migliori.

Ora spero che tu sappia quasi tutto o quasi su perché, come e cosa valutare nella scelta di un conto corrente estero.

Di certo sei preparato in caso di dissoluzione dell’euro, Italexit, fallimento banche.

Avere un conto d’emergenza ha un suo potere rassicurante, ma in casi gravi e di emergenza come questi si tratterà solo di una piccola soluzione di fronte a problemi di davvero enorme entità che ristrutturerebbero l’intero sistema bancario ed economico italiano.

Se invece ti stai informando per attività illecite, trasferire denaro per evadere il fisco o nascondere i tuoi soldi non vogliamo essere tuoi complici.

Un ultima avvertenza valuta sempre ogni possibilità, informati e affidati solo a istituti e professionisti certificati.

E tu come mai vuoi aprire un conto corrente all’estero? Per paura o perché stai per iniziare una nuova avventura?

Se questo articolo ti è stato utile faccelo sapere nei commenti.

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Alessandro Moretti

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