È uscito il libro ''I 7 Peccati Finanziari'' + Video Corso in 13 moduli
menù

Che cos’è il Deficit e in Italia quant’è?

15 Settembre 2020

Che cos’è il deficit?

Se pensiamo che il deficit dello Stato negli ultimi anni è stato ridotto dell’1,6% in rapporto al PIL, dobbiamo allarmarci perchè nel 2020 il deficit pubblico, secondo le previsioni, spaccherà l’allarmante dato dell’11,1% ben oltre la soglia del 3%.

Per questo capire cosa è il deficit e il suo rapporto con il PIL rimane fondamentale.

Cos’è il Deficit

Il rapporto Deficit/Pil è dunque un rapporto una definizione che vede due termini a confronto.

Il primo è il Deficit, con questa nozione ci riferiamo ad un disavanzo ovvero a quella situazione in cui le uscite di uno stato sono maggiori delle entrate, il deficit di bilancio complessivo.

Per uscite di certo non intendiamo una pizza o una cena al ristorante, ma tutti quei soldi che lo Stato impiega per pagare le spese della pubblica amministrazione: le pensioni, la sanità, gli stipendi dei professori tutto quello che esce dalle casse dello Stato per il suo funzionamento e la sua salvaguardia.

Quanto alle entrate indicano ad esempio tutte le tasse che noi paghiamo.

Queste sono minori rispetto ai soldi che lo Stato spende e anche per questo ci troviamo in una situazione di deficit dello Stato.

Fin qui tutto abbastanza semplice.

Se ad esempio le entrate di uno stato sono di 800 miliardi e le uscite di 830 ci sarà un deficit pubblico di 30 miliardi.

Il deficit pubblico non è nient’altro che le entrate meno le uscite, indica dunque il disavanzo primario al netto degli interessi.

Tale deficit statale viene messo in relazione con il Pil per capire come stanno andando le finanze dello Stato in relazione alla sua ricchezza.

struttura conti dello Stato

Chiariamo ora brevemente cos’è il Pil, secondo termine del rapporto.

Cos’è il Pil

Il Pil è il prodotto interno lordo ossia un numero che indica quanta ricchezza un Paese ha prodotto.

Misura il valore di tutti i beni e servizi finali cioè quelli destinati al consumo finale che vengono prodotti all’interno del confine nazionale in un determinato arco temporale.

Il periodo di solito preso a riferimento è un anno.

Il termine interno significa che contribuiscono al Pil tutti i prodotti e servizi realizzati all’interno del confine nazionale questo vuol dire che non rientrano i prodotti e servizi realizzati da aziende italiane all’estero.

Rientrano quelli invece realizzati in Italia.

Il rapporto Deficit/Pil

Il rapporto deficit/Pil perciò è semplicemente il rapporto tra la differenza tra le entrate e le uscite dello Stato e il suo Pil.

Dunque entrate meno uscite al numeratore e tutto diviso il Pil al denominatore.

Perché è importante il deficit di bilancio

Innanzitutto perché stando a quanto sancito dal Patto di Stabilità e Crescita ogni Stato dell’Unione monetaria è tenuto ad avere un rapporto deficit/Pil non superiore al 3%, con alcune eccezioni di deroga, ma sono eccezioni.

Un eventuale sforamento di questa soglia porterebbe il consiglio dell’Unione Europea ad avviare una procedura di infrazione per deficit pubblico eccessivo.

Lo Stato inadempiente sarebbe costretto ad adottare delle misure correttive per riportare il rapporto sotto il 3%.

Come hanno fatto anni fa con la Grecia.

Quando quindi come sta succedendo ora la spesa pubblica aumenta per cause urgenti o presunte tali cosa succede?

Ecco allora che il deficit dello Stato si ingigantiscce e il rapporto deficit/Pil si guadagna la ribalta su tutti i giornali perché  si decide di spendere di più, ma si incassa sempre lo stesso o peggio, anche meno.

Quando questo rapporto  sale pericolosamente rischiando di sforare questo famoso 3% si entra in allarme, ecco perchè un dato per il disavanzo pubblico dell’11,% non può che far scampare un grande campanello d’allarme.

Tanto, forse, da portare Draghi a parlare che le ripercussioni di tale grande deficit pubblico si ripercuoteranno sulle future generazioni.

Ugualmente è avvenuto, per esempio, quando lo scorso anno il governo Conte ha scelto di portare avanti una manovra che avrebbe fatto aumentare la spesa, portando il rapporto deficit/Pil al 2,4%.

C’è da dire però una cosa, se io aumento le spese a parità di entrate per simulare una crescita, da una parte faccio aumentare il deficit statale e quindi di conseguenza il rapporto deficit/Pil.

Ma dall’altra però le manovre espansive se correttamente studiate ed applicate dovrebbero portare un incremento del Pil e delle entrate così riducendo il rapporto deficit/Pil.

In basso trovate una tabella che confronta i diversi rapporti di disavanzo pubblico dei principali Paesi europei.

deficit/Pil paesi

Un esempio concreto del deficit dello Stato

Facciamo un esempio, supponiamo che abbiamo delle entrate per 10 e delle uscite per 20 con un Pil pari a 2.

Il rapporto deficit/Pil sarebbe -5  infatti 10-20=-10 dividendolo per il PIL=2 si ha -10/2=-5.

Oggi aumento le uscite da 20 a 30 per stimolare la crescita.

Il rapporto deficit/Pil passerebbe da -5 a -10 perché 10-30= -20 diviso 2, il Pil, fa -10.

Domani però se il Paese cresce il Pil passa magari da 2 a 5 il nuovo rapporto deficit/Pil cambierebbe sarebbe quindi di 10 le entrate – 30 le uscite che fa -20 diviso però 5, e non più diviso 2.

Quindi non sarebbe più  -20/2 = -10

Ma sarebbe -20/5 = -4

-4 è più basso del -5 del primo esempio.

Tra l’altro una crescita economica porterebbe anche a far aumentare le entrate per lo Stato.

Se ad esempio passassero da 10 a 20 avremo un nuovo rapporto deficit/Pil uguale a 20-30=-10 che diviso 5 fa -2.

Quindi siamo passati da un -5 iniziale a un -2 finale e passando proprio attraverso un aumento della spesa e quindi un aumento del disavanzo pubblico.

Questo qui è un semplice esempio per far capire come lavorano le variabili tra loro.

Potrebbe succedere che un aumento della spesa e quindi un aumento del deficit statale non porti poi un aumento del Pil e delle entrate e quindi non farebbe altro che aggravare ancora di più la situazione.

Ma bisogna anche fare molta attenzione a non confondere il rapporto deficit/ Pil con il debito.

ACCEDI ORA al gruppo Facebook Io Investo dove troverai ogni giorno video analisi dei titoli azionari, rubriche di approfondimento, supporto e assistenza da ben 4 analisti tecnici per l’analisi dei titoli che hai in portafoglio.

Il rapporto deficit/PIL e il debito di uno stato

Tale rapporto deficit/PIL mette in relazione la differenza negativa tra le entrate e le uscite con la ricchezza dello Stato in modo da definire anche la possibilità di ripagare questo debito accumulato.

Il debito pubblico invece è il debito che uno Stato ha nei confronti di un qualsiasi altro creditore che può essere un altro Stato, le banche, i privati e non deve mai superare i il limite del 60% così come deciso dall’Unione Europea.

Come potete vedere dal grafico noi lo sforiamo di più del doppio.

Su quanto debba essere grande questo rapporto vi sono svariate teorie che per semplicità evitiamo in questa sede di approfondire.

Il deficit/Pil è un valore quindi importantissimo e va tenuto costantemente sott’occhio.

Un aumento del deficit può portare a delle tensioni sui mercati finanziari soprattutto quando un Paese si trova con un debito pubblico già abbastanza elevato come quello italiano.

Inoltre ovviamente se la crescita si mantiene bassa aumenta il debito pubblico, che in parte viene anche finanziato con BOT e BTP.

Immaginate una persona indebitata fino al collo con un reddito bassissimo e sempre uguale che vi chiede un ulteriore prestito.

Più o meno la situazione sarebbe questa.

Deficit cos’è e perchè non è sempre male?

Il deficit statale non è sempre necessariamente un male.

Politiche fiscali espansive supportano il reddito e l’attività economica di una nazione.

Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti.

Uno stimolo fiscale del governo ha particolarmente funzionato in due momenti della loro storia dopo la grande depressione del 1929 e dopo la recente crisi finanziaria del 2008.

In questo grafico potete vedere come il New Deal di Roosevelt ha portato il deficit/Pil degli Stati Uniti tra il 4- 5% dallo 0,6 precedente.

La crescita del reddito è passata da -12,9% nel 1932 al più 10,8% nel 1934.

rapporto deficit/pil usa

Nel 2009 invece Obama portò il deficit/Pil a sfiorare il 10% per combattere gli effetti della crisi con un Pil di meno 2,5% l’anno successivo.

Gli Stati uniti tornarono a crescere con un Pil al più 2,6%.

rapporto deficit/pil usa obama

Quando si parla di aumentare la spesa di uno Stato bisognerebbe innanzitutto andare a capire effettivamente questi soldi in più come verrebbero spesi e soprattutto per farci che cosa.

Se i soldi servono ad aumentare l’occupazione, a migliorare l’istruzione, a sostenere le imprese allora una politica più espansiva potrebbe premiare sul lungo termine.

Viceversa aumentare la spesa per politiche che non riescono a far crescere l’economia di uno Stato, come ad esempio aumentare ingiustificatamente gli stipendi ai parlamentari o le pensioni d’oro agli ex parlamentari, finirebbe soltanto per aumentare pericolosamente il rapporto deficit/Pil ed esporre lo Stato ha tantissimi rischi.

Deficit cos’è e a quanto è arrivato in Italia

Il deficit cos’è lo abbiamo in parte capito ma in Italia per il 2020 si prevede un deficit pubblico in rapporto al Pil dell’11,1% in questa situazione il deficit pubblico crea quindi allarmanti ipotesi, se il deficit statale concesso ad uno Stato dall’UE è dell’ordine del 3% ed il nostro deficit lo quadruplica cosa si prospetta per il futuro?

Di certo poco di buono e intanto in Parlamento si discute di quali spese previste nel bilancio possono essere coperte con il recovery fund e quali invece necessitano nuove leggi di spesa.

Ma come sempre i prestiti hanno dei tassi di interesse e se il deficit pubblico non si riduce e il debito toccherà quest’anno quota 158% cosa potrà succedere alle nostre casse di Stato aggiungendo in futuro questi interessi?

Ora che conoscete il deficit di bilancio e le sue importanti ripercussioni in positivo e negativo potete certamente comprendere meglio la situazione di un Paese e investire in maniera consapevole.

Secondo voi, è meglio una politica espansiva anche a costo di far aumentare il rapporto deficit/Pil oppure è meglio cautelarsi e cercare innanzitutto di far ridurre il deficit?

Fatemelo sapere lasciando i vostri commenti.

Vuoi rimanere aggiornato sulle principali notizie finanziarie del mondo? Iscriviti alla nostra newsletter gratuita “La bussola Finanziaria

Alessandro Moretti

Lascia un Commento

0Commenti

    Lascia un commento