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Bufera e bufale sul Fatto quotidiano: i dettagli della lite

16 Giugno 2020

Fatto Quotidiano, ma cosa hai fatto?

Le polemiche non ci piacciono, e soprattutto non abbiamo il tempo.

Ma questa volta non possiamo girarci intorno, sopratutto se chi parla di risparmio tradito è un professore universitario e sta lui stesso accoltellando gli investimenti, se poi la notizia appare su una delle principali testate nazionali non ci sorprendiamo se in Italia la cultura finanziaria sia tra le peggiori al mondo!

Che amarezza il risparmio tradito da chi dovrebbe difenderlo e insegnarlo.

Ma procediamo con calma e vediamo il botta risposta che abbiamo avuto con Beppe Scienza e che speriamo ora finisca.

Anche perché confuteremo ogni sua tesi dalla prima all’ultima con ciò che da sempre è a fondamento delle teorie: i fatti, i risultati concreti.

Il paradosso è che viene da un Professore di matematica che di Galileo metodo sperimentale e prove dovrebbe essere estimatore e che invece ci lascia esterrefatti.

E dovreste preoccuparvene anche voi.

L’articolo sul Fatto Quotidiano

Questo è l’articolo da cui inizia tutto ed apparso sul Fatto Quotidiano da Beppe Scienza.

Come detto a noi non ci interessa la polemica, ma spiegarvi per bene dove sono i principali errori e come questa tesi non ha fondamento.

Analizziamo ogni elemento evidenziato nell’articolo del Fatto Quotidiano con le affermazioni più scorrette.

Fatto Quotidiano

Partiamo dalla prima affermazione: gli ETF sono di gran moda

Falso rappresentano il 2% del mercato, forse sono di moda negli Stati Uniti, ma in Italia: no.

Più diffusi sono investimenti primo molto più pericolosi e secondo di gran lunga peggiori.

Si parla di pagare due volte, con duplicazione di costi ma forse chi scrive non sa che con alcune polizze si paga ad ogni versamento ed anche solo per sottoscrivere.

Eh sì, si paga anche la carta: “costi della stampa dei documenti”

 

Passiamo al secondo e terzo punto critico toccato nell’articolo: assenza di garanzie e tutela del risparmio

Nessun investimento è sicuro, ogni investimento di qualsiasi tipologia si tratti implica una percentuale e particolare componente di rischio: immobili, beni di pregio, opere d’arte, anche investire in una macchina ha un suo rischio.

La cosa agghiacciante è quando si fa riferimento alle emissioni di titoli di Stato come Germania e Olanda quando scrive:

“garantiscono un rimborso se falliscono, garanzia invece non estesa alla quota di un fondo, che pure investe negli stessi prestiti”

Grave errore se fallisce l’emittente l’obbligazione non rimborserebbe né te né il fondo, mentre a scadenza del titolo rimborsa sia te sia il fondo, attivo, ETF quelllo che è.

Ecco forse allora è meglio ripassare come funzionano le obbligazioni.

Se fallisce lo Stato ho problemi sia se ho l’ETF sia se ho i titoli, e glielo ricordiamo, non si sa mai, soprattutto se viviamo in quello Stato fallito.

Ora, se fallisse l’emittente dell’ETF?

I possessori di quote di ETF non hanno comunque problemi perché il patrimonio dell’emittente è separato dal patrimonio degli investitori.

Cosa che ci porta direttamente alla parte dove si fa riferimento ad un eventuale fallimento delle case di gestione come Lyxor, Amundi, JPM, cosa succede in questo caso?

Lo abbiamo appena visto hanno un patrimonio separato.

Ma quanto è probabile che falliscano?

Si fa il paragone con Lehman Brothers, ma volete dei dati?

Il debito dell’Italia è di 2.400 miliardi di euro.

E JPMorgan quanto ha in cassa liquidi?

1.100 miliardi di dollari.

JPM può con la sua liquidità, solo liquidità, ripagare metà del nostro debito pubblico, vi lasciamo meditare su questa cosa.

E passiamo al terzo punto: duplicazione dei costi

Ricordiamo che un investitore indipendente non ha commissioni, non dipendente nè ci tiene dalle banche o da altri istituti.

Ha una sola caratteristica non può percepire soldi per consigliare uno strumento.

Non deve vendere, ma consigliare e guidare il suo cliente nelle scelte migliori per le sue finanze e per il suo patrimonio.

Se io vado dall’avvocato, o da un architetto, geometra, ingegnere o dal commercialista, lo pagate o no?

La parcella gliela pagate e pagate la consulenza e la loro professionalità?

Se andate dal dentista lo pagate?

E dall’oculista forse è pure peggio.

Andate alla visita per sentirvi dire che come avevate già percepito non ci vedete e lui che fa vi consiglia di comprare degli occhiali

Qui si fa l’esempio del medico, non vi è differenza.

Il medico di base è pagato dallo Stato, ma ugualmente vi offre la sua professionalità per il vostro benessere al pari di un consulente che però si occupa della salute delle vostre finanze.

Quello che ci sorprende sono le molte e tante inesattezze su quanto pubblicato sul Fatto Quotidiano.

Non si tratta di opinioni ma di dati di fatto, su un quotidiano a tiratura nazionale non dovrebbe avvenire.

E non dobbiamo sorprenderci quando poi l’educazione finanziaria italiana è tra le più basse in Europa.

La nostra risposta a Beppe Scienza sul Fatto Quotidiano

Per chi ci conosce sa da quanto ci battiamo sul tema di educare alla finanza e che non potevamo lasciare scivolare i tanti errori.

Si tratta di un messaggio fuorviante che per chi fa informazione anche di qualità come quella del Fatto Quotidiano non può accadere.

Errori, affermazioni inesatte che un lettore medio neanche coglie e prende per vere e così l’ignoranza continua a dilagare e scandali come Monte dei Paschi continueranno a verificarsi sempre.

Ma cosa abbiamo risposto?

Ed è finita qui?

E no perché a quanto pare l’ignoranza è madre dell’arroganza.

Noi abbiamo risposto, potete leggerlo in basso, con molta semplicità.

Ma non fosse altro appunto per correggere queste inesattezze e permettere a tutti di cogliere quest’opportunità per imparare qualcosa o se non altro per mettersi in dubbio.

Perché anche qui, e un professore universitario dovrebbe saperlo, il pensiero critico ed il confronto dialettico sono elementi fondanti della ricerca della verità.

Ma di nuovo è stata travisata la nostra risposta all’articolo apparso sul Fatto Quotidiano.

Travisata al 100%.

Ci asterremo dall’emettere giudizi e alla sua contro risposta forniremo di nuovo dati e prove concrete invalidanti la sua tesi.

Fatto Quotidiano

Altre evidenze scientifiche

Facciamo un esempio e ipotizziamo che come dice Beppeconsulentia vogliamo investire 10.000€ in buoni di Stato.

Vuole diversificare in titoli di Stato, primo errore, perchè non sta diversificando, ma ipotizziamo che vuole dedicare questi suoi 10.000€ solamente ai titoli di Stato.

Cosa accadrebbe?

Come potrebbe diversificare?

Taglio minimo del titolo 1000€  e potrà comprarne solo 10 (1000×10).

Ipotizziamo ora che il suo istituto per comprare questi titoli gli chiede 10€, di nuovo in questo caso quanto sono i costi?

10X10=100

100 € per comprare 10 titoli di Stato quindi spende fin dall’inizio l’1% del suo patrimonio, che in particolare per come vanno i buoni il primo anno di rendimento lo ha già bruciato.

Il primo anno il rendimento quindi lo regaliamo alla banca.

Ma si sa dobbiamo consigliare bene i clienti…noi

E proprio per questo consigliamo gli ETF, perchè ad oggi sono uno degli strumenti migliori per investire, tra costi, strategia e diversificazione, sono lo strumento migliore.

Se in futuro ne usciranno altri saremo ben lieti di consigliarli e anche a i buoni se tornano ad essere validi per l’obiettivo e le finanze dell’investitore.

Ma se non siete convinti proseguiamo con il nostro esempio.

Se io al mio cliente, innamorato dei buoni, consiglio ugualmente di investire in un ETF che investe in titoli di Stato, cosa si ritroverebbe?

Acquistando 10.000€ di un ETF come il seguente o simili, si ritroverebbe 355 titoli di Stato diversi.

Insomma maggiore diversificazione, minor rischio e beh il cliente che ama i titoli di Stato dovrebbe ora essere in visibilio!

E questi costi duplicati?

Ho speso 10€ al confronto di 100€.

Ho risparmiato il 90% dei costi.

Ed i costi di gestione?

In questo caso lo potete vedere in altro a destra, il costo è dello 0,05%

Di nuovo all’anno mi costerà solo 5€ all’anno.

Quindi con l’ETF per arrivare alla spesa di 100€ fatta per comprare ogni singolo buono servono 18 anni.

Ovviamente è possibile che ci siano ETF anche più costosi, ma di quanto?

Mai quanto visto prima e  sul lungo termine tra diversificazione e abbattimento generale dei costi rimangono premianti.

Ma ora la chicca, il finale epico come ogni avvincente storia che si rispetti!

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L’attacco finale

Beppe sul Fatto Quotidiano ci risponde che gli ETF sono tassati fino al 50%, dove l’ha trovato?

Moltiplicando tra loro gli strumenti?

Ricordiamo non serve una laurea o insegnare in un università per cercare almeno su google: “tasse ETF”.

Non ce lo spieghiamo assolutamente e come sempre prove alla mano ecco che i doppi costi non ci sono.

Stampatevelo nella testa: non è vero che sono tassati al 50%.

Leggiamo cosa riporta Fineco in merito alla tassazione degli ETF, una fonte terza ed esterna sia a noi sia a lui.

tassazione etf

Il nostro intento non è offendere o denigrare, ma anzi siamo mossi da due intenti:

  •  fare corretta informazione
  • aiutare i tanti cittadini, più o meno consapevoli, nel prendere le giuste decisioni finanziarie per loro

Finirà la polemica?

Di certo voi ora ne sapete di più, ma aspetto di sapere cosa ne pensate di tutta questa faccenda qui nei commenti.

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Alessandro Moretti

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