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Forward cosa sono e come si distinguono dai futures

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I forward rientrano nel vasto mondo dei derivati ma cosa sono i contratti forward e qual è la differenza con i futures?

Cosa sono i forward

I forward sono contratti “a termine”, significa che a differenza dei contratti “a pronti” per questi la consegna del bene oggetto dello scambio e il pagamento si verifica a una data futura, non dunque nel momento in cui si giunge ad un accordo.

Si tratta di contratti personalizzati dove: scadenza (maturity), prezzo (delivery price) e quantità dello scambio sono definiti anteriormente.

Oggetto dello scambio può essere una materia prima: mais, cereali, petrolio, gas o altro tipo di bene.

Il fatto che vi sia un sottostante ci fa subito capire che si tratta di prodotti derivati.

Questi contratti si scambiano in maniera individuale over the country e per questo è più difficle quantificarne il numero e le dimensioni del mercato.

Come altri prodotti derivati i forward non sono un fenomeno recente.

Si ritrovano primi contratti froward nel XV secolo, con il finire del Medioevo e la ripresa dei consumi si diffondono moltissimo questo tipo di contratti, avete presente una delle prime bolle di mercato? Quella dei tulipani?

Sì, dietro vi erano proprio questo tipo di contratti.

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Dobbiamo pensare che in passato a causa dei tempi di percorrenza per lo spostamento delle merci questo tipo di accordo poteva essere una valida soluzione.

Torniamo indietro nel tempo.

Nel medioevo erano molto diffuse le fiere, in queste fiere si prendeva accordi per lo scambio di merci, bestiame e ancora di più tessuti, non tutti portavano appresso con sè ovviamente tali beni per questo si raggiungevano e stringevano accordi molto simili a quelli che sono i contratti forward oggi, la compravendita avveniva infatti attraverso “lettre de faire”.

Compreso che a differenza di altri asset si tratta di contratti veri e propri a cosa servono i forward e per cosa sono usati ad oggi?

Come si usano i forward

Un contratto forward posticipa il regolamento della compravendita e viene usato con due strategie:

  • copertura
  • speculazione

Il venditore acquista un contratto forward dove prezzo, quantità e caratteristiche del bene sono definite e pattuite.

Con tale contratto forward in questo modo si sta proteggendo che in caso di aumento di prezzo lui possa contare su quel bene a un prezzo più basso rispetto a quello attuale.

Il venditore d’altro canto ha interesse a vendere poichè in questo modo si protegge da eventuali ribassi e può far fronte a possibili carenze immediate del bene.

Il secondo uso di un contratto forward è invece di speculazione, si spera quindi che i prezzi si alzino o si abbassino.

Nel caso di rialzo si compra un contratto forward ad un certo prezzo sperando che si rialzi al fine di vendere il bene, pagato meno, ad un prezzo maggiore.

Al contrario nella situazione di ribasso si vende il forward ad un prezzo alto e si compra il bene al prezzo più basso in contemporanea con la consegna del contratto forward, il guadagno sarà nella differenza tra i due prezzi.

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Forward i rischi

Ma quali sono i rischi dei contratti forward?

I rischi dei contratti forward sono nell’inadempienza del contratto.

In questi casi è possibile che al momento della consegna una delle due parti decida di tirarsi indietro e non riesca a far fronte a quanto concordato con perdite per l’altra parte spesso ingenti.

Un altro rischio deriva dalla differenza di prezzo che si può generare nel tempo.

La natura non standard di tali contratti mette così al rischio che al momento dello scambio il prezzo tra forward e prezzo a pronti sia molto diverso.

In tali situazioni l’istituto che ha dato origine al contratto rischia di diventare inadempiente sui nuovi prezzi o che venga proprio a mancare il regolamento con il cliente nel caso il contratto sia market to market.

Forward e futures le differenze

Cosa sono i futures e come vengono usati ne abbiamo parlato anche qui: Futures cosa sono?

Entrambi i contratti forward e futures sono contratti derivati a termine.

Come detto la regolazione del contratto avviene in una data successiva.

La differenza principale è proprio nel mercato dove vengono scambiati e nei rischi.

I contratti forward sono scambiati su un mercato non regolamentato direttamente tra le controparti, non sono standardizzati come i futures.

Mentre per i futures esistono le stanze di compensazione, le cosiddette clearing house, che riducono moltissimo l’inottemperanza del contratto evitando che le parti vadano in default, per i forward queste stanze non ci sono.

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La stanza di compensazione in questo caso garantisce l’ottemperanza del contratto poichè può in futuro rivalersi sulla parte inadempiente non appena riavrà le risorse per ripagare l’anticipo della clearing house.

Tale elemento di “sicurezza” permette così che i futures a differenza dei forward sono più liquidi.

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E voi avete mai scambiato contratti forward?

Fatemi sapere cosa ne pensate qui nei commenti.

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Alessandro Moretti

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