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Gestione finanza personale: 6 regole fondamentali

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Lo sappiamo ormai tutti, la gestione della finanza personale e l’educazione finanziaria sono una delle priorità della scuola moderna.

Ciò perché è stata sempre vista come: “tanto non serve” ed un po’ anche perché l’industria finanziaria alla fine ha convenienza nell’avere delle capre come clienti.

Appuntiamoci insieme quelle che sono 5 regole di finanza personale che la scuola non ci insegna.

Finanza personale quanto conta

Purtroppo è inutile che ci giriamo intorno, saper gestire e avere un’oculata gestione della finanza personale è molto importante.

I soldi non danno la felicità, è vero, ma come ogni cosa devono essere gestiti in maniera sana e responsabile.

Lo fate per l’alimentazione, per lo studio ed il vostro lavoro è ora che iniziate a prendere cura anche della vostra finanza personale.

Se non sappiamo che cosa sono i soldi e come gestirli sicuramente avremo una grossa mancanza che prima o poi si farà sentire.

La scuola non ci prepara a gestire i soldi, non ci insegna ad investire e non ci insegna a risparmiare.

Dobbiamo farlo da soli.

Prima regola di finanza personale

La prima regola è risparmia.

Mille volte ho sentito il discorso che i soldi sono fatti per essere spesi e devi goderti la vita finché sei giovane.

Io personalmente non riesco a godermi la vita se non so se il prossimo mese riuscirò a pagarmi le spese o, ancora peggio, se non so che in pensione ci andrò dignitosamente.

Il risparmio deve essere un pilastro fondamentale per tutti.

Dobbiamo risparmiare e nel farlo basta mettere via una piccola porzione del nostro stipendio ogni mese.

Questo può essere un 10% – 20%, meglio ancora se un 50%.

Dove li mettiamo questi soldi?

Il risparmio deve essere fatto con un obiettivo e arriviamo alla seconda regola per la finanza personale.

Gestione finanza personale: le emergenze

Risparmiare tanto per risparmiare, è vero, ha poco senso.

Seconda regola, creati un fondo d’emergenza.

Non sappiamo cosa potrà accadere il mese prossimo e se c’è qualcosa che il 2020 ci ha insegnato è proprio che qualcosa che non ci saremmo mai aspettati potrebbe dare un colpo alla nostra vita.

Adesso sappiamo che le pandemie sono possibili e, forse, è meglio pensare in anticipo a che cosa fare nel caso in cui qualcosa dovesse accadere o andare storto.

Non parlo solo di pandemie ovviamente.

Immaginate se l’azienda per la quale lavorate dovesse fallire o si dovesse scoprire un falso in bilancio o un crollo generalizzato della domanda.

Se vi licenziassero avere da parte un gruzzolo di soldi da poter utilizzare in caso di emergenza è sicuramente una necessità.

Fatevi un conto dedicato oppure teneteli fisicamente liquidi.

L’ammontare di denaro dovrebbe aggirarsi attorno ai 3-6 mesi delle nostre normali spese.

Ciò vuol dire che per 3-6 mesi dovremmo riuscire a continuare a mantenere il nostro stile di vita anche senza il nostro lavoro.

Averne anche troppi accantonati risulta essere inutile. gestione finanza personale

Gestione finanza personale, regola numero 3: investire

Terza regola: investi.

Il nostro sistema economico è basato sul credito, l’abbiamo detto diverse volte, pertanto l’investimento è qualcosa di fondamentale.

Vostra nonna vi ha detto di tenere i vostri soldi in banca al sicuro che tanto non marciscono.

Nonna si sbagliava: i soldi marciscono eccome!

Si chiama inflazione, questa cosa mistica, è dovuta semplicemente al nostro sistema economico a come è strutturato il nostro sistema economico.

Questo fa perdere circa l’1-2% medio all’anno ai nostri soldi.

Di inflazione ne abbiamo già parlato: Perché è importante investire per combattere l’inflazione

Vi basti sapere è che ogni anno potrete permettervi meno beni rispetto all’anno scorso.

Proprio perché i soldi che avete oggi in banca, l’anno prossimo varranno il 2% in meno quindi è così anche se il numerino è sempre lo stesso.

Se non ci credete chiedete ai vostri nonni quanto costava il pane quando loro erano giovani e la differenza rispetto ad oggi…

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Interesse composto: la quarta magica regola

Quarta regola, impara che cos’è l’interesse composto.

Si accompagnato da sbrilluccichii e stelline, ma lo merita.

L’interesse composto è qualcosa che ci viene estremamente in aiuto nel momento in cui dobbiamo fare degli investimenti.

Questo è semplicemente il reinvestimento dei guadagni precedenti per generare nuovi profitti: Sfruttare l’interesse composto per investire

Trasforma il nostro investimento in una crescita esponenziale.

Conoscerlo ci fa riflettere su quanto significante sia il lungo termine.

Spesso ci focalizziamo nella nostra vita sul breve termine e non pensiamo mai al lungo.

Gli investimenti sono completamente l’opposto.

Si investe quasi sempre sul medio e lungo termine per diversi motivi, uno di questi è proprio l’interesse composto.

Prima iniziamo ad investire, più profitti riusciremo a generare.

La quinta regola per una buona gestione della finanza personale

Quinta regola per la gestione della finanza personale è pensa alla tua pensione.

Si, si, lo so, la vita va vissuta quando si è giovani.

Quando andiamo in pensione che facciamo? Muoriamo.

In realtà secondo le aspettative di vita Istat altri quindici o vent’anni ce li facciamo tutti.

Che volete fare, la fame o i capi cantiere?

Risparmiare per la pensione di nuovo grazie all’interesse composto è una di quelle cose che vanno fatte il prima possibile.

Appena si ha una capacità economica sufficiente per poter versare su un piano pensionistico lo si dovrebbe fare.

Pensare alla pensione a 50 anni è troppo tardi, meglio a 25!

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Bonus! Sesta regola per la gestione della finanza personale

Sesta regola, la regola bonus, non indebitarti.

Esistono principalmente due tipi d’indebitamento: quello buono e quello cattivo.

Quello buono è quello che usiamo per comprare dei beni che mantengono o incrementano il loro valore.

Per esempio una casa, macchinari per la nostra azienda o ufficio e così via.

Altri esempi che ricadono nei debiti buoni sono tutte quelle cose che non hanno un valore in sé per sé, ma facilitano il nostro lavoro e fanno aumentare la nostra produttività aumentando così infine i nostri profitti.

Questo per esempio può essere una macchina che ci serve per andare dai nostri clienti o una connessione veloce o l’abbonamento a un servizio di informazioni.

I debiti cattivi invece sono quelli che controlliamo per comprare cose che prima di tutto non ci servono realmente, ma poi non hanno neanche un valore o comunque lo perdono immediatamente.

Per esempio una macchina sportiva che va ben oltre il nostro budget.

gestione finanza personale debito

Saper quindi distinguere fa questi due tipi di debito è sicuramente una cosa importantissima.

Il debito buono ci fa crescere finanziariamente e ci dà opportunità.

Mentre il secondo, il credito cattivo, ci trascina finanziariamente indietro.

Queste sono sei semplici regole di finanza personale.

Sono semplici, ma è proprio da qui che la scuola dovrebbe partire nell’insegnare la finanza personale e l’educazione civica materie necessarie per stare in un mondo sempre più volatile.

E voi in gestione finanziaria dove vi sentite più scarsi?

Risparmio, debito o investimenti?

Qui trovate il modo per rimediare.

Alessandro Moretti

 

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